Ci si può nascondere, ma non di fronte a una malattia come il diabete. Si può inventare un personaggio che per tutta la storia descritta nel libro ha una delega totale, quella di portare avanti una parte della nostra vita che non dimenticheremo mai. Marco Zenone, autore del libro “Non ti voglio” ha scelto il suo delegato che sta a cavallo tra il diabete e Enzo Mercano. Muoversi dietro Enzo, in particolar modo, consente all’autore non solo di raccontare, di romanzare, ma addirittura di spaziare nella fantasia per modellare a suo piacimento gli episodi non per vita vissuta ma per come avrebbe voluto che le cose fossero andate.

 
Rimane il mistero se Enzo e Marco sono la stessa persona. Di sicuro si somigliano, hanno entrambi il diabete e tante cose che gli accomunano. Il libro, edito da Effedi, merita considerazione, dai compagni di “insulina” ma non solo. E’ una bella storia da leggere dove si colgono alcuni dettagli della malattia ma non solo. C’è l’amore a caratterizzare il romanzo, il pensiero precostituito di una società che non sa e non conosce ma ciò nonostante non risparmia giudizi e incomprensioni.
 
“Non ti voglio è un romanzo a tratti autobiografico che parla di amore e di distanza. L’amore è tra Enzo Mercano, un ragazzo che soffre di diabete tipo 1 dall’infanzia – una sorta di mio alter ego anche per tanti aspetti caratteriali, precisa Marco Zenone – e Arianna, una ragazza per la quale il diabete tipo 1 è una realtà conosciuta solo attraverso i beceri luoghi comuni che di solito tende a snocciolare chi di diabete non sa nulla credendo di saperne. E la distanza è quella tra chi come lui è cresciuto con il diabete tipo 1 negli anni Ottanta, quando le terapie erano ancora molto approssimative e richiedevano un grande impegno da parte del paziente e che quindi, suo malgrado, si è abituato a gestire la malattia in maniera rigida e rigorosa, quasi paranoica, e chi, invece, come Arianna e la sua famiglia, con colpevole superficialità sono legati alle credenze di ciò che per sentito dire conoscono del diabete e spaventati dagli aspetti che invece non conoscono, come ad esempio l’uso del microinfusore di insulina”.
 
Un libro da leggere anche per prendere atto di sostanziali cambiamenti giunti col passare degli anni, non solo sui sistemi di cura della malattia, ma proprio per prendere atto del cambiamento del pensiero da parte di una società che sa sempre tutto, anche quando non è informata e che, col pregiudizio può sostanzialmente incidere su chi la malattia la vive. La distanza diventa difesa, soprattutto col passare del tempo, diventa addirittura incolmabile. “Non ti voglio è stato il primo titolo che ho pensato per questo libro nato sul finire del 2018 e che ha preso le mosse da un episodio accaduto in un momento delicato della mia adolescenza - ha detto Marco Zenone - nei due anni successivi, durante la stesura del romanzo e prima della pubblicazione, più volte mi sono soffermato a riflettere se non fosse il caso di cambiarlo; lo trovavo troppo esplicito e forse anche un po’ provocatorio. Ma alla fine ho deciso che è il titolo più appropriato, anche perché può essere letto su due livelli: quello della storia d’amore tra i due protagonisti e quello, più profondo e personale, del difficile rapporto di Enzo con la malattia”.
 
L’autore si discosta in maniera netta dal classico diario autobiografico dell’ammalato cronico che tende a far emergere i tratti drammatici della malattia e ne scaturisce un romanzo dove, in alcune parti, Enzo descrive come vive il diabete tipo 1 e come esso gli condizioni la vita, a livello pratico e anche, soprattutto, sul piano psicologico. Ma queste riflessioni si mescolano e si intrecciano lungo tutto il romanzo con la parte di finzione ma anche di ironia e umorismo, le armi giuste per sdrammatizzare e raccontare le particolarità che caratterizzano il racconto. A Marco Zenone, uno di noi, l’augurio di poter andare avanti con la scrittura, arma di difesa importante in chi, come lui, ha affrontato il lato drammatico di chi, con ignoranza, ha lasciato un ricordo, decisamente amaro come lo zucchero più dolce da assumere per correggere l’ipoglicemia peggiore della vita. Un ricordo da leggere in “Non ti voglio”.
 
 
Marco Zenone è nato a Galliate nel 1973 e oggi vive a Oleggio, sempre in provincia di Novara.
Nel 1978, a cinque anni non ancora compiuti, si ammala di diabete tipo 1 (insulinodipendente).
In passato ha collaborato con la “Compagnia Teatrale di Ispra” recitando in due commedie, in un documentario sulla Grande Guerra e prendendo parte a diversi reading.
Ha inoltre recitato in alcuni cortometraggi cinematografici.
Assecondando il suo amore per la letteratura, gli ultimi due anni li ha dedicati alla stesura del suo primo romanzo, intitolato Non ti voglio (Edizioni Effedì). www.edizionieffedi.it.
 
 
 
 
                                                                                      copertina non ti voglio