Nuove linee guida diabete di tipo 2

L’Istituto Superiore di Sanità ha appena dato il semaforo verde alla pubblicazione delle  linee guida della Società Italiana di Diabetologia (SID) e dell’Associazione Medici Diabetologi (AMD)sulla “ Terapia del diabete di tipo 2 ” , all’interno del Sistema Nazionale delle Linee Guida (SNLG).

funzione renale

Risultati promettenti nel preservare la funzione renale e rallentamento del declino del tasso di filtrazione glomerulare stimato (eGFR), indipendentemente dallo stato renale al basale dell’inibitore SGLT2 ertugliflozin in  pazienti con diabete di tipo 2 e malattia cardiovascolare aterosclerotica.

cereali, pane,carboidrati

 

Introduzione
 
Il calcolo dei carboidrati è un metodo di pianificazione del pasto che consente al paziente maggiore flessibilità e autonomia nella gestione della dieta. Esso si basa  sulla conta della quantità totale dei carboidrati consumati ai pasti o con gli spuntini.
Neuropatia centrale

Uno studio eseguito in Cina ha valutato la relazione fra la presenza di diabete di tipo 2 da una parte e, dall’altra, i danni ai nervi del sistema nervoso periferico e le disfunzioni del sistema nervoso centrale. I risultati hanno dimostrato che chi ha neuropatie periferiche ha una probabilità maggiore di presentare anche alterazioni delle funzioni cognitive e che l’individuazione di alterazioni dell’olfatto permette una diagnosi precoce di tali disfunzioni.

La Regione Veneto finanzia la ricerca in favore del diabete. Un progetto presentato dall’Azienda Ospedaliera di Padova, da sempre all’avanguardia nel panorama della ricerca internazionale sul diabete e denominato “Progetto Veneto per la terapia cellulare” e che di fatto porta avanti le linee guida già dettate dall’Ospedale San Raffaele di Milano, è stato illustrato alla presenza dell’Assessore alla Sanità della Regione Veneto Manuela Lanzarin dal Professor Paolo Rigotti, direttore dell’Unità Operativa Complessa di trapianto rene-pancreas e dalla Professoressa Lucrezia Furian entrambi impegnati nella ricerca e che stanno a capo di un gruppo interdisciplinare di giovani ricercatori.

Alimenti ed indice glicemico

L’indice glicemico di un alimento rappresenta la velocità con cui aumenta la glicemia in seguito all’assunzione di quell’alimento.

L’indice è espresso in termini percentuali rispetto alla velocità con cui la glicemia aumenta in seguito all’assunzione di un alimento di riferimento (che ha indice glicemico 100): un indice glicemico di 50 vuol dire che l’alimento innalza la glicemia con una velocità che è pari alla metà di quella dell’alimento di riferimento.

efficacia farmaco

 Gli studi hanno riportato una maggiore efficacia di iGlarLixi nel ridurre l’emoglobina glicata (HbA1c) rispetto a quella garantita singolarmente dalle due componenti. La combinazione a rapporto fisso (FRC) ha dimostrato di contenere l’aumento del peso che invece si osserva con la terapia insulinica da sola o associata ad insulina rapida e di evitare un incremento degli episodi ipoglicemici, due aspetti che spesso favoriscono l’abbandono della terapia.