In Italia il consumo giornaliero di sale è quasi il doppio rispetto a quello raccomandato dalle linee guida della Società Europea di Cardiologia: in media 9,5 grammi al giorno rispetto ai 5 grammi consigliati.  “Ma basta anche un solo grammo di sale in meno al giorno, rispetto ai circa 10 grammi consumati in media dagli italiani, per trarre grandi benefici e salvaguardare la salute del cuore”.

Lo scompenso cardiaco non è più inarrestabile: definite dalle Linee Guida internazionali “Capaci di cambiare la storia naturale della malattia”, le glifozine (o SGLT-2), nate come antidiabetici, si confermano farmaci rivoluzionari e rappresentano la più recente innovazione terapeutica per lo scompenso cardiaco, in grado di ridurre mortalità e ricoveri in tutti i pazienti, indipendentemente dalla gravità della malattia.

Anche la FAND Associazione Italiana Diabetici prende posizione sulla titolarità della rappresentanza ai tavoli istituzionali messa in discussione dalla Regione Toscana che, attraverso un bando ricercava “pazienti esperti” con titolo riconosciuto a seguito di corso di formazione EUPATI. 

Sessantacinque i diabetici guida diplomati dal secondo corso, conclusosi a luglio con gli esami di verifica. 

Il diabete è una pandemia in continuo aumento: in Europa il diabete è la quarta causa di morte e in Italia provoca il 3 per cento delle morti ogni anno

La qualità dell’assistenza diabetologica italiana è tra le migliori a livello mondiale, ma ci sono dei margini di miglioramento; è giunto il momento di investire per garantire un trattamento uguale per tutti ovunque sul territorio. 

A conclusione di una importante ricerca, gli scienziati hanno dimostrato che l’elevato livello del fattore NBL1 circolante (neuroblastoma suppressor of tumorigenicity) sono fortemente associati con il rischio della perdita della funzionalità renale precoce nei pazienti con diabete. 

Le persone affette da diabete che si ammalano di Covid-19 sono maggiormente esposti al rischio di long Covid rispetto ai non diabetici. E’ quanto emerge dai risultati di una revisione di sette studi presentata sotto forma di poster al congresso dell'American Diabetes Association (ADA) 2022. La relatrice Jessica Harding della Emory University di Atlanta, Georgia, ha affermato che “Il diabete rimane un fattore di rischio per il Covid-19 grave, ma non è chiaro se sia un fattore di rischio per le sequele post-acute della malattia (PASC, postacute sequelae of Covid), note anche come long Covid”.