Per l'Associazione Medici Diabetologi l’ideale sarebbe l’utilizzo in pazienti con lunga durata della malattia. E’ il commento scaturito a seguito della pubblicazione dello studio britannico su Nature Medicine.

L’allarme lanciato dall’Agenzia Italiana del Farmaco consente agli utilizzatori di corrrere ai ripari, rivolgendosi al proprio medico diabetologo per apportare gli eventuali correttivi con la sostituzione del farmaco. In particolare le insuline che verranno a mancare per un così lungo periodo sono: Insuman rapid 100 UI/ml soluzione iniettabile in cartuccia, uso intramuscolare e sottocutaneo, dal 23 gennaio 2023 e Insuman rapid 100 UI/ml soluzione iniettabile in penna preriempita per uso sottocutaneo, dal 31 gennaio 2023.

Il tasso di diabete di tipo due negli adolescenti e nei giovani adulti a livello globale è aumentato notevolmente negli ultimi 20 anni. In particolare, lo rivelano i risultati di follow-up pubblicati sul British Medical Journal e relativi ai 30 anni che vanno dal 1990 al 2019. Una forte incidenza del fenomeno è stata rilevata nei paesi con un indice sociodemografico medio-basso e nelle donne di età inferiore ai 30 anni, mentre un indice di massa corporea elevato è risultato essere il principale fattore di rischio in tutti i paesi.

Siamo ad una manciata di giorni dal Natale e, anche in questa lunga vigilia, cene e aperitivi tra amici si moltiplicano. Godere della compagnia e della buona tavola fa benissimo all’umore, ma è meglio con un pizzico di attenzione, soprattutto da parte delle persone affette da una serie di patologie croniche come diabete, ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, steatosi epatica e iperuricemia.

Oltre il 46 per cento degli adulti e il 26,3 per cento tra bambini e adolescenti è in eccesso di peso, e dall’analisi territoriale si ha conferma di come sia un problema più diffuso al Sud e nelle Isole.

Lo dimostra uno studio multicentrico italiano, in corso di pubblicazione, coordinato dal gruppo di ricerca guidato dal professor Pasquale Perrone Filardi del Dipartimento di Scienze biomediche avanzate dell’Università Federico II di Napoli.

«Lo sport è ampiamente riconosciuto come elemento cardine per la promozione e diffusione di comportamenti e stili di vita sani; eppure, dall’adolescenza in poi la percentuale di popolazione che svolge attività fisica diminuisce in modo drastico.